PARCO  DIDATTICO

DEL

BARDELLONCINO

 

Progetto di massima

Realizzato dalla Commissione Alpinismo Giovanile della Sottosezione di Pontassieve del CAI

con la collaborazione del Dott. Mario Mantovani.

1. Premessa

La Sottosezione del CAI di Pontassieve collabora già da qualche anno con le scuole locali attraverso l'organizzazione di gite scolastiche ed interventi in classe allo scopo di far conoscere ai ragazzi l'ambiente montano.

Già dall'anno scolastico 1998-99 stiamo realizzando un progetto organico strutturato su un intero ciclo didattico, al quale già partecipano due classi di scuola media.

L'obiettivo primario della Sottosezione è però quello di andare oltre un approccio sporadico con l'ambiente cercando di proporre quest'ultimo come laboratorio dove realizzare esperienze formative non solo dal punto di vista fisico-sportivo ma anche culturale e sociale, stimolando i ragazzi al rispetto per la natura nel suo insieme, alla salvaguardia dell'ambiente che li circonda e alla ricerca approfondita.

A questo scopo il CAI propone la creazione di un PARCO DIDATTICO ad uso delle scuole elementari, medie inferiori e superiori, che verrebbe realizzato nell'area del Poggio Bardelloncino, poco a monte di Pontassieve.

 

2. La filosofia dell’intervento

Partendo dal presupposto che la natura deve essere rispettata in ogni suo aspetto, impegno primario sarà quello di evitare al massimo interventi che modifichino i caratteri originari dell’area.

A questo scopo il CAI propone di preparare una mappa dettagliata del territorio evitando accuratamente di apporre segnalazioni sul posto.

Nella mappa verranno localizzati i vari punti di attività didattica, i sentieri di osservazione per fauna e microfauna, i siti di interesse storico e geologico, le specie vegetali più interessanti, le aree di sosta, le aree adatte alle attività sportive.

La mappa dovrebbe essere corredata da una serie di schede, preferibilmente risultato di ricerche effettuate dai ragazzi delle scuole con la collaborazione di insegnanti ed eventualmente di esperti dei vari settori. Tutto il materiale didattico prodotto potrebbe essere raccolto in una "Guida del Parco …" da realizzare sia su supporto cartaceo che su supporto magnetico come ipertesto pubblicabile oltre che su CD anche su Internet.

La localizzazione dei punti di attività ed il riconoscimento dei siti o delle specie dovrà pertanto avvenire tramite l’utilizzo della mappa e delle schede contribuendo così a sviluppare nei ragazzi le capacità di orientamento e lo spirito di osservazione.

Dover raggiungere un posto seguendo un itinerario sulla carta anziché dei cartelli di indicazione, dover riconoscere una pianta confrontando le caratteristiche riportate su una scheda con la realtà anziché leggerne il nome su un cartello apposto ai sui piedi, richiede infatti una partecipazione attiva ed attenta che oltre a sviluppare le capacità cognitive consente di fissare meglio nella memoria le scoperte fatte.

 

3. L'area

La scelta dell'area del Poggio Bardelloncino deriva da alcune semplici considerazioni:

a) l'area è facilmente raggiungibile con una rapida escursione a piedi, direttamente dal centro di Pontassieve;

b) l'area è raggiungibile anche per strada comunale e vicinale, con possibilità di accesso per i portatori di handicap;

c) i proprietari dell'area hanno manifestato, per ora verbalmente, il loro interesse per l'iniziativa;

d) il Poggio Bardelloncino presenta numerosi elementi di interesse che possono sfociare in valide iniziative didattiche.

 

4. La geologia

L'area proposta è caratterizzata da una struttura rocciosa di alberese (calcare) formatosi nel Tirreno e trasferito per spinta orogenetica fin qui. Si presentano perciò:

- cave e saggi di calcare per calce e cemento;

- strati rocciosi esposti e fortemente inclinati;

- una profonda faglia (frattura) in cui scorre un ruscello;

- episodi di franosità del suolo.

 

5. La botanica

Il Poggio Bardelloncino è stato utilizzato in passato per interessanti esperimenti forestali ed, inoltre, la sua composizione geologica ha comportato la presenza di una specifica consociazione vegetale. Ciò comporta che l'intera area fornisca una numerosa quantità di spunti per varie osservazioni didattiche:

a) sopravvive su un versante parte di quella che dovette essere l'originaria copertura, con specie mediterranee (corbezzolo, leccio, roverella);

b) sono presenti ampie aree coperte da alti esemplari di Pino Domestico, probabilmente impiantato per la raccolta dei pinoli;

c) un intero versante è coperto dal Pino Nero (o Pino Laricio) impiantato per la sua resistenza ai terreni calcarei;

d) il culmine della collinetta accoglie esemplari di conifere del tutto insolite per queste altitudini: douglasie, abeti, pini, etc., sempre introdotte dai proprietari agli inizi del secolo;

e) il sottobosco presenta diversi aspetti dipendenti dalla tipologia degli alberi che li dominano (specie, altezza, forme, frequenza);

f) sono presenti anche interessanti aree agricole abbandonate, sulle quali si è operato il fenomeno della ricolonizzazione ad opera delle specie spontanee.

In sostanza, è presente una varietà di specie che permette di attivare diverse unità didattiche, sia nel riconoscimento delle piante, che nell’analisi delle associazioni tra le stesse.

 

6. La fauna

L’area è interessata da una tutela come Zona di Ripolamento e Cattura, pertanto non soggetta a caccia: questo favorisce l’osservazione degli animali e impedisce che le attività didattiche siano disturbate dall’attività venatoria. Chiaramente per l’osservazione della fauna maggiore (caprioli, cinghiali, lepri, istrici, volpi, falchi, etc.) si dovrà ricorrere principalmente all’osservazione indiretta delle tane, dei resti alimentari, delle borre, delle tracce sul terreno. L’osservazione diretta si incentrerà invece sulla microfauna direttamente osservabile.

Tra le varie unità didattiche si segnala:

- tane e rifugi;

- interazione tra fauna e flora (alimentazione, diffusione dei semi, danneggiamenti, ...)

 

7. La storia

L’area è nel suo complesso un prodotto storicamente formato dagli interventi attuati per:

- utilizzo della pietra calcarea;

- raccolta delle ghiande (di leccio e di quercia);

- raccolta del legname (tronchi e fascina);

- piantagioni per il recupero dei terreni messi a nudo dalle cave e dalle intemperie;

- pascolo;

- incendi (di cui rimangono tracce evidenti);

- ricavare terreni adatti alla coltura dei cereali, alla piantagione di viti e olivi;

- tracciare le strade per tutto ciò.

Ai limiti dell’area sono presenti alcuni insediamenti rurali di notevole interesse didattico. Si tratta dei tipici poderi toscani, nei quali si può studiare una forma di economia e di uso delle risorse ottimizzata per l’autosufficienza.

 

8. Oltre il Bardelloncino

L’area proposta si collega direttamente al Poggio Bardellone, su cui possono essere svolte numerose attività ed osservazioni:

- rimboschimenti estesi;

- tracce di una chiesa scomparsa;

- percorso di crinale che porta ad un tabernacolo medievale e alla Pieve di Montefiesole;

- percorsi antichi, con tracce di selciato, che scendono a Pievecchia, etc.

Dall’area del Bardelloncino si può quindi partire per effettuare escursioni a più vasto raggio in direzione di Montefiesole, Molino del Piano, Doccia, Monterifrassine, Remole, etc.

 

9. Il paesaggio

Ai limiti superiori del Bardelloncino si trova un belvedere, in corrispondenza della Casa Colonica di Bardellone, da cui si possono effettuare delle osservazioni del paesaggio:

- la valle della Sieve, con lo sprone calcareo di Nipozzano;

- la strada di crinale per la Consuma e il massiccio del Pratomagno;

- il deposito pliocenico del Valdarno Superiore;

- il poggio di Volognano e il Poggio Alberaccio.

Osservazioni su un raggio più ampio possono essere effettuate dal Bardellone, dopo una rapida salita.

Per le osservazioni paesistiche e geografiche si possono approntare dei rilievi e dei profili di aiuto.

 

10. Il clima

L’area, per la sua posizione soleggiata e relativamente non elevata, si presta egregiamente per attività invernali, naturalmente ad esclusione dei momenti di pioggia intensa. Il tipo di terreno roccioso, la pendenza e l’esposizione favoriscono un rapido asciugamento dell’area.

 

11. I percorsi

Il CAI si impegna ad organizzare, in accordo coi proprietari, tutta una serie di piccoli sentieri, in gran parte già esistenti, per ricavare una mappa dettagliata dell’area. I sentieri non verranno segnalati sul posto, in ossequio alla filosofia generale dell’intervento: evitare al massimo di snaturare i caratteri originali dell’area per stimolare le capacità di orientamento e di osservazione dei ragazzi.

Sulla mappa verranno localizzati i vari punti di attività didattica:

- sentieri di osservazione;

- localizzazione delle specie vegetali e delle piante più interessanti;

- aree destinate alla sosta e ricreazione;

- aree adatte al riepilogo e alle lezioni all’aperto;

- punti pericolosi.

 

12. L’attività sportiva

Nell’area, senza alcun impatto ambientale, possono essere svolte varie attività sportive:

- corsa in montagna;

- orienteering;

- percorso ad ostacoli;

- mini-palestra di roccia.

Si tratta di organizzare tali attività in maniera che siano attentamente sorvegliate e gestite dagli adulti.

 

13. La realizzazione

Il progetto dovrebbe essere realizzato con la partecipazione dei soci CAI e degli alunni delle scuole, con la collaborazione e il contributo di esperti ed istituzioni con specifiche competenze in materia, ed articolarsi nelle seguenti fasi:

 

Fase 1 – Progetto di massima

Il presente progetto di massima viene presentato ai proprietari dei terreni, al Comune di Pontassieve, alle Istituzioni scolastiche di Pontassieve allo scopo di verificarne la disponibilità alla realizzazione.

 

Fase 2 – Progetto esecutivo

Una volta verificati l’interesse e la disponibilità dei soggetti di cui sopra e la fattibilità del Progetto, sarà opportuno procedere alla stesura di un progetto esecutivo per definire tempi, modalità e costi dell’intervento e ricercare le collaborazioni esterne necessarie per la realizzazione pratica.

 

Fase 3 – Realizzazione pratica

Sulla base del progetto esecutivo dovranno essere eseguiti i lavori e svolte le attività necessaria alla realizzazione del Progetto.

 

14. I costi

Stante la esiguità di opere da realizzarsi sul territorio e la mano d’opera che dovrebbe avere carattere volontario, le spese dovrebbero essere in gran parte relative ai materiali per la realizzazione della cartografia, delle schede e della guida. I costi dovrebbero essere pertanto abbastanza contenuti e potrebbero essere coperti tramite la ricerca di contributi da parte di enti pubblici o imprese private disponibili a sostenere l’iniziativa.

 

15. La proposta

Il CAI propone, nella prima fase, il progetto a:

- Proprietari dell’area interessata;

- Direzione Didattica di Pontassieve;

- Presidenza Scuola Media Statale M. Maltoni di Pontassieve;

- Presidenza Istituto Tecnico Balducci;

- Comune di Pontassieve;

invitandoli a partecipare ad un incontro per verificare l’interesse di ognuno e le possibili forme di collaborazione.

 

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